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Quanto valgono 40 minuti di Google? febbraio 1, 2009

Posted by leonelli in economia, web.
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In data 31/01/2009 Google ha avvisato per 40 minuti i suoi utenti che tutti i risultati delle ricerche erano indirizzi pericolosi negando l’accesso ai link. Dicono sia stato un errore umano. La rete l’ha presa in tanti modi diversi (scandalizzati, ironici, ansiosi…). Mi sorge ora una curiosità: 40 minuti di ricerche non effettuabili in tutto il mondo, anzi proprio quei 40 minuti, hanno causato un danno economico alla società (compresi quelli di immagine ovviamente) che è calcolabile? Il mercato saprà quantificarlo? Lo scopriremo all’apertura della borsa di Lunedì.

Regole febbraio 1, 2009

Posted by leonelli in economia.
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C’è chi dice: la crisi è stata causata da regole inadeguate che non hanno controllato l’assunzione di rischi.
Altri sostengono: le troppe regole hanno asfissiato le istituzioni finanziarie che per questo sono crollate.

Il bello è che hanno ragione tutti: cioè non ha ragione nessuno. Poche regole, regole fatte male, troppe regole sono comunque un fattore distruttivo per i mercati.
Sembra un fenomeno secondario ma esiste il circolo vizioso della norma soffocante che nasce dalla spontanea tendenza del profitto a cercare scappatoie alle norme troppo soffocanti.

Consumate gente, consumate (va tutto bene) dicembre 29, 2008

Posted by leonelli in economia, politica.
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Il nostro premier esorta i cittadini ad essere ottimisti e a consumare. Il perchè è intuitivo ma ha un fondamento economico preciso.  Praticamente, come hanno spiegato diversi commentatori, il governo italiano non ha fatto interventi per incentivare i consumi (la social card non è nata per questo scopo).

Sul piano della domanda di beni lo Stato può agire in due modi (ridurre le tasse o aumentare la spesa pubblica) ma ha le mani legate dall’ingente debito pubblico. Questo significa che a meno di accadimenti catastrofici non verrà sborsato nemmeno un euro.

Belusconi incoraggia a consumare, perchè? Lui crede che con le sue parole potrà risolvere la crisi senza utilizzare la politica fiscale: se torna a livelli più alti la propensione al consumo (quanto consumiamo del reddito), la domanda crescerà senza aggravare il bilancio delle casse statali.
Non credo che le sue parole possano sortire alcun effetto, è invece frustrante capire cosa c’è dietro le sue parole, il tentativo di fare qualcosa pur non facendo niente, prendendo in giro i cittadini dicendo “va tutto bene, va tutto bene, non date troppe cattive notizie, va tutto bene”.

P.S. Vi linko un interessante intervento sul Sole 24 Ore che spiega perchè questa recessione non è altro che un normale avvenimento, i cui danni vanno limitati ma che non devono far gridare allo scandalo. Un punto di vista interessante.

… Dicevamo … dicembre 22, 2008

Posted by leonelli in economia, politica.
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Qui Francesco Daveri spiega la situazione economica, tra tassi a 0 e deflazione (già iniziata tra ottobre, novembre e dicembre negli USA). Davvero è impressionante come la politica sia immobile, come tanto potere sia affidato a persone che per motivi tecnici (Bush) o di convenienza (Merkel) non muovono un dito.

Perchè la Deflazione fa paura dicembre 22, 2008

Posted by leonelli in Università, economia.
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All’inizio del corso di Macroeconomia ti dicono che se l’inflazione è cattiva, la deflazione è il male assoluto, benchè si possa tendere a pensare il contrario. Avendolo finito questo corso di Macro ed essendo l’argomento abbastanza attuale proviamo a capirci qualcosa di più.

Cosa vuol dire Deflazione? Vuol dire calo dei prezzi.

Perchè in un’economia può esserci un calo generalizzato dei prezzi? Non certo perchè le imprese decidono di fare beneficenza, ma piuttosto perchè cercano di aumentare le vendite in un momento di crisi.

Perchè non è un buon segnale per l’economia che le imprese abbassino i prezzi? Se ci si trova in recessione, le imprese che tagliano i prezzi devono anche tagliare i costi, in molti casi licenziando dipendenti o riducendo gli stipendi: questo non fa altro che aggravare la spirale recessiva.

Perchè è più difficile affrontare la Deflazione che l’Inflazione? Una politica monetaria contro l’Inflazione prevede un aumento dei tassi di interesse (che praticamente non ha limiti) mentre quella contro la Deflazione prevede una riduzione di essi (immettendo liquidità sul mercato e per favorire il credito) che come già detto ha un limite.

Se i prezzi sono saliti troppo non è giusto che scendano? Sembra strano ma la risposta è no: in un’economia sana non sono i prezzi a tornare ad un livello basso, ma i salari ad adeguarsi ai prezzi elevati. Immaginate poi un’impresa che fa delle scorte o che abbia un ciclo costi-ricavi abbastanza lungo: una diminuzione dei prezzi da applicare su beni prodotti con materie che avevano un costo più alto al momento dell’acquisto è un brutto colpo per l’azienda.

Siamo in un periodo di Deflazione? No, ma forse la risposta giusta sarebbe non ancora. Alcune previsioni parlano di un 2009 di deflazione, e alcuni economisti hanno osservato che riguardo alcuni beni si stanno già verificando fenomeni simili: ad esempio il prezzo della benzina è sceso di più del 20% ma i consumatori non sembrano essersene accorti, anzi continuano a consumarne sempre di meno!

Riguardo tutto dicembre 20, 2008

Posted by leonelli in economia.
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Riguardo la crisi vi segnalo questo . In dieci risposte c’è la sintesi non di quello che è avvenuto, che ormai l’abbiamo capito, ma di quello che con buona probabilità avverrà. A presto per parlare di Deflazione

Tassi a 0 dicembre 18, 2008

Posted by leonelli in Uncategorized.
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Provo un po’ a ripetere, secondo quanto studiato in Macroeconomia e Sistema Finanziario, cosa significa il taglio dei tassi a 0-0,25 in USA e quali sono le conseguenze.

Cosa significa

Chi prenderà a prestito dalla Banca Centrale non pagherà praticamente niente. La manovra è utile a dare un ulteriore stimolo all’economia (dalla Macro: tassi di interesse bassi stimolano gli investimenti), a dare una spinta ai consumi facilitando il credito, a dare liquidità ad un sistema in cui il denaro non gira più come prima dato che le banche non si fidano l’una dell’altra, a stupire i mercati (se si aspettano già qualcosa, sempre come Macro insegna, quel qualcosa non ha effetto). Questa manovra è l’ennesimo segnale che la crisi che ci si aspetta è davvero, davvero dura.

Quali Conseguenze

L’impatto sui mercati, come pronosticabile, è stato basso (è un evento straordinario ma pronosticabile in questa situazione), tranne che sui tassi di cambio (l’euro si è apprezzato molto sul dollaro). La riduzione a 0 dei tassi (in reatà in una forchetta a 0-0.25 ma è più una differenza di facciata mi sembra) come si può facilmente immaginare è l’arma finale (o quasi) di una banca centrale, nel senso che più di tanto i tassi non può ridurli: perlomeno d’ora in poi non potrà più usare lo strumento più efficace che ha in mano. Ora in pratica è tutto in mano alla Politica, ad Obama da Gennaio per essere precisi. Per quanto riguarda l’Europa, questo taglio dei tassi è un ulteriore incentivo a tagliarli anche qui, ma comunque un taglio è già in programma (o comunque non è per niente escluso), quindi niente di nuovo.

Madoff dicembre 16, 2008

Posted by leonelli in economia.
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In sintesi.

Un pezzo grosso, ex presidente del Nasdaq, apre un fondo Hedge. Di solito sono molto pericolosi, lui invece garantiva rendimenti altissimi e certi. Non era il paese delle meraviglie: era una truffa. Praticamente finanziava i rimborsi e i rendimenti con i soldi raccolti dai nuovi sottoscrittori (sempre più numerosi vista la convenienza dell’affare): una vera e propria Catena di Sant’Antonio.  Ovviamente i suoi bilanci erano truccati: fingeva di detenere titoli per spiegare la sua attività ma invece non aveva un bel niente.  Come sia potuto sfuggire tutto questo ai controlli è un mistero. Alla fine di tutto la colpa potrebbe essere della banca che doveva certificare che il fondo deteneva quei titoli… ma in questi casi i dettagli restano sepre poco chiari.

Per la cronaca, sembra che le quote del fondo fossero detenute soprattutto in Europa, attraverso banche svizzere (solo la Svizzera in Europa ha una normativa che consente alle istituzioni di detenere e vendere questi titoli). A perderci saranno soprattutto grandi banche che avevano quote di questo fondo (anche Unicredit), ma anche risparmiatori che detenevano quote di fondi di fondi.

Ogni cosa al suo posto dicembre 16, 2008

Posted by leonelli in web.
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Benvenuti. La mia casa è un altro Blog (in realtà c’è anche questo), però mi sono reso conto che parlare di Economia (e anche un po’ di Politica) lì era fuori luogo. Certo lì non potrò evitare di parlarne (riguardo l’università e altro) ma preferisco avere uno spazio in cui essere libero di scrivere di quello che imparo, di quello che penso, che sento in modo più “tecnico”, più preciso, magari solo più attento.

A presto